Petra Bartels Petra Bartels

Chi sono

"...quando sono creativa, sento la felicità..."

Dopo la mia laurea in “Design di moda” a Berlino, 1997, mi sono trasferita in Italia. Ho lavorato per alcuni anni nelle case di moda, come stilista. Dopo la nascita di mia figlia nel 2000, ho cominciato a disegnare e realizzare abbigliamento individuale con tessuti naturali per ogni giorno e momenti speciali. In quel periodo ho conosciuto il feltro, che ancora oggi mi affascina tanto per le sue caratteristiche come plasticità, morbidezza, l’origine e le possibilità di trasformazione. La mia passione per i materiali tessili mi porta sempre a nuovi modi d’espressione. Ho un’esperienza pluriennale nella progettazione e realizzazione d’abbigliamento, costumi per teatro e danza, abbigliamento e arte con il feltro, pittura con tecnica collage con tessuti e colore, sculture tessili e istallazioni.
Condivido la mia esperienza con altre persone conducendo da tanti anni corsi, sia privati, che in strutture pubbliche. Lo vivo come un grande arricchimento. Mi piace invitare persone interessate per guardare, creare e sentire.
Dal 2007 vivo con mia figlia e il mio compagno in campagna, nelle colline delle Marche, nella nostra azienda biodinamica La Luna nell’Orto. Questo posto lo condividiamo con ospiti-turisti e i corsisti dei seminari che organizzo dal 2008. Questo luogo è diventato il mio centro creativo.

Testo di Paola Mengucci per la presentazione del video "Segni di terra" realizzato da Viviana Agostinelli e Paola Mengucci, 2017.

Petra
La prima volta che ho incontrato Petra ho pensato che lei vivesse una vita particolare, quindi eccezionale. In cerca di una storia speciale, ho invece trovato una donna speciale. Petra è un'artista preziosa. C'è una tranquilla e grande costruzione con i muri fatti di balle di paglia e protetta da una collina esposta al sole fino all'orizzonte. La finestra sul fondo si apre su uno specchio d'acqua che nasce da una fonte. La gente le ha raccontato che è sempre stata lì dove un tempo sorgeva un monastero femminile, così lei si è detta che quell'acqua è sacra. Tutto questo non è una favola, è il laboratorio di Petra. Se vogliamo incontrarla dobbiamo andare alla "Luna nell'Orto", la fattoria biodinamica dove vive con la sua famiglia. Questa bella terra viene coltivata e rispettata in ogni modo e in ogni sua forma: Petra la abita con ardore e lavora in questo stupendo luogo con passo... felpato. Il suo tema è il tessile. Cotone, lino, canapa, seta, qualsiasi tessuto proveniente da materiali naturali. Ho visto massaggiare la lana fino a farla diventare feltro e il feltro diventare una candida e robustissima culla. Questa culla dondolava dolcemente davanti alla finestra che guarda le colline, tenera e forte allo stesso tempo. C'è stato bisogno di impastare la lana, massaggiandola a tal punto da trasformarla. Ne è nata un'opera davvero poetica. Prima di creare le sue sculture tessili o gli abiti, oppure i suoi arazzi materici come lei stessa dice, me la immagino in giro per i campi e le campagne intorno a casa, tra le colline di Barchi a cercare il fiore giallo dell'iperico, la ginestra anch'essa gialla, la malva primaverile viola chiaro, poi giocare con la curcuma e l'oro solo per incidere un lieve segno sul vestito appena ideato e cucito per le donne, per tutte le donne. Le ascolta, cerca di capire cosa e chi sono o vorrebbero diventare. Poi le veste con la natura addosso, segni della sua terra sulle stoffe che vestono i loro corpi. Lì al posto del cuore c'è un piccolo petalo d'oro. Non si tratta soltanto di una stampa floreale, è una traccia di quello che l'estate le ha acconsentito di cogliere. Un cenno di quello che l'Altra, la natura, quella che lei dice più grande di tutto, è in grado di fare. "È il gesto quello che conta in realtà, il lavoro parla poi da sé". Non vuole raccontare l'opera, anche questo fa parte della Bellezza di cui si parla qui. Scegliere di non raccontare perché è l'esplorazione che la interessa. Non a caso è il cerchio la forma che Petra ha scelto per un suo speciale progetto. Un vestito-cerchio trasformabile. Poi sono le donne che se lo mettono addosso e cominciano a giocare. Un lavoro molto dinamico che coinvolge i mutevoli accadimenti della vita delle donne e di conseguenza la percezione che loro stesse hanno del loro proprio corpo. Quando l'acqua "sacra" della sua piscina dal fondo color smeraldo diventa più scura all'improvviso, scommetto che lei alza gli occhi per vedere la nuvola che sta coprendo il sole per un istante. Il vento l'ha portata. Parlando di me ho poi sentito in questo luogo una consapevolezza fondata e profonda di quanto ogni cosa sia mutevole e splenda e poi si trasformi in un tempo deciso ma anche indeciso. C'è stato nel nostro incontro un momento-sigillo ed è stato quando Petra ha detto -Ciac-. "È il Seme Volante. C'è tutto dentro di lui. È così piccolo ed è già programmato rispetto alle costellazioni, la forma del petalo è legata alle stelle. Nella natura c'è tutto, tutto quello che provo a fare io non è niente. La natura è molto più grande a livello artistico. Il mio è solo un ripetere, un cercare qualcosa che vorrei esprimere e che mi piace tanto". Il seme che cade sulla terra fa -ciac- quando cade. Un giorno o l'altro sono sicura che potrò sentirlo anch'io questo rumore. Non ho ancora detto a Petra di aver lasciato una parte incolta nel giardino per accogliere i semi portati dal vento e poterne osservare la trasformazione. Mi sono in seguito resa conto che in quella parte selvatica per prima cosa fiorisce tutto quello che è viola, con l'avvicinarsi di Giugno fioriscono fiori ed infiorescenze gialle ed a fine estate il bianco, un velo di sposa in forma di ombrellifere a merletto. Ed ogni anno, la stessa cosa. Allora posso anch'io dire che c'è già un disegno del cosmo che governa tali fioriture. Il seme, mi aveva detto un giorno Petra, contiene già il petalo.
Paola Mengucci

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